La Corte di Cassazione, con la sentenza 9049/2020, rimette in discussione la tormentata (e tragica) vicenda della morte di Marco Vannini.
Come è noto, l’opinione pubblica, nella stragrande maggioranza, faceva il tifo per questo esito, il quale pone una seria ipoteca sulla possibilità che il giudizio di rinvio arrivi nuovamente ad escludere l’omicidio doloso.
Potrebbe sembrare atipico che un commento strettamente giuridico, seppure di taglio divulgativo, prenda le mosse dalla considerazione del “tifo dell’opinione pubblica”.
Eppure la consapevolezza del rilievo negativo del cosiddetto processo mediatico è ormai largamente diffusa, soprattutto fra gli addetti ai lavori.
La sentenza in questione ha accolto il motivo principale dei ricorsi della Procura e delle Parti civili, che si dolevano di un’errata configurazione dell’elemento soggettivo in termini di colpa anziché in termini di dolo.
La sua motivazione si presta ad alcune considerazioni, la prima delle quali riguarda il metro di giudizio adottato della Corte.
Dopo la sentenza delle sezioni unite penali della cassazione 41736/2019, se nel corso del dibattimento muta la persona del giudice, l’imputato deve attivarsi tempestivamente con il deposito di una motivata lista testi. Sarà suo onere spiegare la ragione per la quale si rende opportuno riascoltare alcuni testimoni.
E’ possibile evitare il pignoramento delle giacenze su conto corrente bancario grazie al “trucco” di chiedere l’emissione di un assegno circolare da tenere in tasca?
In alcuni casi, l’amministratore che abbia commesso un reato fiscale, si trova a dover risarcire la società, la quale può a tale fine costituirsi parte civile nel processo.
Chi ha subito una condanna per bancarotta, spesso si domanda se può fare nuovamente l’amministratore o il sindaco di una società. Come pure se si possa accorciare
La lettura delle motivazioni della sentenza d’appello per la morte di Marco Vannini (giudice estensore De Cataldo), suscita alcune riflessioni che, pur incentrate sulla corretta ricostruzione del
Può capitare che il titolare di un’impresa venga attratto dall’idea di sostituire a sé un prestanome. Ciò accade, ad esempio, quando il proprietario di una società decide
Si è molto polemizzato, a livello mediatico, in ordine alla totale esclusione di ogni possibile condono penale, quale effetto dell’entrata in vigore del decreto legge 119/2018, cosiddetta
L’articolo 13 bis del dlgs 74/00 prevede, com’è noto, che l’imputato del reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, per
In caso di edificazione non autorizzata, oltre alle conseguenze sanzionatorie legate alla commissione del reato edilizio, ci si deve confrontare con l’ulteriore problema del sequestro del manufatto.